Il pianto



  • Quando il bimbo piange…

    Il pianto è una manifestazione tipica del bambino nei primi mesi di vita; compare già nei primi giorni, inizia a aumentare dalla seconda settimana per arrivare a un massimo al secondo mese. Poi le crisi di pianto diminuiscono man mano che il bambino comincia ad interessarsi all'ambiente che lo circonda. Normalmente un bambino nei primi mesi di vita può piangere anche fino a due/due ore e mezzo al giorno.
    Il pianto è una forma di comunicazione spontanea del neonato ed è universalmente presente in ogni cultura: è importante imparare ad ascoltarlo.
    Nelle prime settimane di vita potreste sentirvi in difficoltà nel sentirlo piangere. E' normale. Magari ha solo voglia di stare tra le vostre braccia ed essere coccolato a lungo. Provate a dargli da mangiare, a cambiargli il pannolino, a cullarlo, ma non è detto che riusciate a consolarlo. Non arrabbiatevi e non disperatevi: presto imparerete a distinguere le sue richieste a seconda del tipo di pianto.
    A volte il pianto vi potrà sembrare diverso, più lamentoso. Tali cambiamenti possono essere forse dovuti al fatto che non sta bene. Se quindi pensate che possa avere qualche problema medico, non esitate a consultare il vostro Pediatra.


  • La colica

    Il pianto dovuto a coliche, anche se molto prolungato o difficile da controllare, non indica la vostra incapacità ad accudire il bambino: infatti il bambino può piangere in modo incontrollato anche con le vostre migliori cure.
    La colica indica raramente un dolore, una malattia o un disturbo organico. Di norma, tutti i bambini che hanno le coliche sono sani e forti. Alcuni studi hanno evidenziato che solamente il 5% circa dei lattanti, che piangevano inconsolabilmente o erano irritati o agitati, presentavano una malattia.
    Il bambino ha solitamente un pianto “rabbioso”, flette le gambe e agita le braccia, cambia l’espressione del volto e appare come inconsolabile. Spesso le crisi di pianto compaiono di pomeriggio o di sera e sono intervallate da momenti di quiete.

    Cosa sono le cure prossimali?
    Significa prendere in braccio il bambino molto spesso durante la giornata, oppure tenerlo in grembo o contro il petto o nel marsupio o fasciato al proprio corpo.
    Questi comportamenti sono definiti “cure prossimali” per distinguerli dal comportamento tradizionale dei genitori, ormai tipico della nostra cultura, di tenere spesso il bambino nella culla, nel seggiolino o nel lettino in una stanza appartata.
    Quando le cure prossimali sono praticate fin dalla nascita e per tutto il periodo delle coliche, il pianto si riduce in modo sensibile, anche se non scompare: una vera e propria prevenzione. Quando invece queste pratiche sono effettuate nel momento in cui le crisi di pianto sono già presenti, difficilmente riescono a ridurre la colica.
    Approfondite questo argomento parlandone con il vostro Pediatra.

    Cosa fare?
    Potete provare diversi metodi per calmare il vostro bimbo che piange: parlargli, cantare, massaggiarlo, cullarlo dolcemente, fargli ascoltare musica, suoni o rumori ovattati; oppure cambiare la temperatura della stanza, ridurre le stimolazioni (visive, uditive o tattili) in modo da rendere l’ambiente più tranquillo, o modificare il suo vestiario. Potete consolare il bimbo anche facendogli succhiare un po’ il ciuccio, anche nel caso in cui sia allattato al seno. Se il ciuccio gli viene offerto quando si è già stabilita una buona abitudine al seno, non osserverete alcuna riduzione della durata dell’allattamento. Chiedete consiglio al vostro Pediatra e discutete con lui di questo argomento. Saprà sicuramente aiutarvi e sostenervi.

    Cosa non fare…
    Le coliche dei primi mesi mettono a dura prova la vostra pazienza e le vostre capacità di cura. A volte si prova un grande sentimento di avvilimento e frustrazione: questi stati d’animo sono normali.
    In questi momenti può succedere che i genitori provino a scuotere il bambino nel tentativo di farlo smettere. Scuotere, scrollare, dondolare con molta forza il bambino può provocare danni biologici irreparabili al corpo e al cervello.
    Se vi accorgete che siete sul punto di perdere il controllo, cercate di calmarvi e respirate profondamente.

    In questi casi potete:

    • appoggiare il bimbo nella culla o nel suo box;
    • allontanarvi dal bambino per un po’ con l’intento di tranquillizzarvi e magari lasciarlo temporaneamente a un parente o un amico…solo quando sarete di nuovo calmi ritornate ad occuparvi del vostro bambino.