L'alimentazione



  • Il latte materno

    Il latte materno è un latte unico, inimitabile, sempre pronto per l'uso, alla giusta temperatura, igienicamente adeguato, economico e caratterizzato da una composizione ideale per le sue esigenze nutritive e di sviluppo. E' ricco anche di sostanze con molti effetti positivi: aiuta la digestione del bambino, rinforza il suo sistema immunitario in maniera permanente, favorisce la maturazione del sistema nervoso e degli altri organi. Per tutti questi motivi l'allattamento al seno è molto importante. Il latte dei primi giorni (il colostro) è particolarmente prezioso per la ricchezza di anticorpi ed è adatto alle necessità nutritive del neonato/a in attesa del latte vero e proprio.

    Il latte materno è sempre pronto per l'uso, alla giusta temperatura, igienicamente adeguato
    ed economico!


    I benefici per il bambino che derivano dall'allattamento al seno sono molti: la protezione nei confronti di alcune malattie, non solo infettive, e, di conseguenza, la minore richiesta di cure mediche. L'allattamento al seno aiuta anche l'armonico sviluppo dell'intelligenza ed il giusto equilibrio del sistema immunitario del bambino. Allattare porta benefici anche alla mamma: la possibile riduzione del rischio di cancro al seno, il rafforzamento delle ossa ed un più rapido recupero del peso precedente alla gravidanza, specialmente se l'allattamento si protrae oltre i primi mesi dopo il parto. Un po' di relax, l'affetto, la sicurezza di sé sono condizioni che favoriscono l'allattamento.
    Ogni mamma deve essere pienamente consapevole di avere il miglior latte per suo figlio o sua figlia.

    La maggior parte dei bambini è pienamente in grado, basandosi sulla propria fame, di succhiare più o meno spesso e più o meno a lungo per ogni singola poppata, a seconda dell'esigenza reale (allattamento a richiesta). Alcuni bambini invece, tendono a dormire troppo a lungo, pur essendo sani; vanno allora svegliati e stimolati a succhiare, soprattutto nei primi giorni dopo il parto, ossia nella fase di avvio dell'allattamento.
    Se in questo primo periodo vengono offerti, come alternativa al latte materno, altri liquidi (camomilla, tisane, soluzione glucosata, acqua e zucchero), il bambino succhierà di meno al seno, stimolando di meno la ghiandola mammaria, che finirà per produrre effettivamente meno latte.
    L'allattamento "esclusivo" al seno, cioè senza aggiunte di altri liquidi (latte artificiale, tisane, camomilla) o alimenti semisolidi e solidi (frutta, pappe e minestrine) è molto importante ed, evitando aggiunte non necessarie, è più probabile che l'allattamento continui nel tempo, con i suoi conseguenti benefici.
    Infatti quanto più esso è "esclusivo" e prolungato, tanto maggiore sarà il beneficio per la mamma e per il bambino in termini di salute. Se il bambino cresce regolarmente, l'alimentazione può continuare ad essere esclusivamente al seno per tutti i primi 6 mesi.
    Se il bambino è nato prima del termine o è molto piccolo di peso avrà bisogno di pasti più frequenti e, se tende a dormire e a succhiare svogliatamente, meglio consultarsi con il pediatra.
    Una delle domande che le mamme frequentemente si pongono è se il bambino assume una quantità sufficiente di latte.

    Ecco alcuni semplici segnali che indicano se, dopo che è avvenuta la montata lattea, vi è una corretta assunzione di latte da parte del bambino:

    • una quantità adeguata di urina nelle 24 ore (6 o più pannolini di cotone, 4 o più pannoloni usa e getta bagnati con urine e/o feci);
    • emissione frequente di feci (di solito circa 8 scariche di feci nelle 24 ore nel primo mese, ma con molta variabilità individuale);
    • recupero del peso neonatale a circa 2 settimane e aumento di almeno 150 grammi a settimana.
    Altre domande frequenti riguardano il numero di poppate al giorno e per quanto tempo il bambino dovrebbe succhiare al seno ad ogni poppata. Va detto subito che non ci sono delle regole precise. Orientativamente il bambino potrebbe chiedere il seno 8 volte al giorno, con notevoli variazioni, anche fino a 12 e transitoriamente anche oltre. ciascuna poppata ha di solito una durata che può arrivare fino a 30 minuti, talvolta nelle prime settimane anche 40 minuti mentre, tra i due e quattro mesi, siccome il bambino succhia più velocemente, anche meno di 10 minuti. Considera però che anche in questo caso c'è una grande variabilità tra bambino e bambino e quindi non c'è una regola fissa.
    Se gli dai il seno quando lo chiede e per tutto il tempo che vuole, avrà sempre il latte di cui ha bisogno.


  • L'allattamento e il lavoro

    Il ritorno a lavoro non significa necessariamente la fine dell'allattamento al seno e con un po' di pianificazione e di collaborazione si può conciliare l'allattamento con il lavoro, indipendentemente dal numero di ore lavorative. Per te sarà molto più facile ritornare a lavorare quando l'allattamento al seno si è stabilizzato e potrai estrarre il latte, manualmente o con un buon tiralatte, durante le pause di lavoro. Potrebbe essere utile iniziare ad estrarre il latte qualche giorno prima del rientro a lavoro, e avere così una "riserva". Quando tiri il latte la prima volta scegli un momento di calma, magari dopo che il bambino si è addormentato, e poi bagna il capezzolo e la coppetta con un batuffolo di cotone, in modo da farli aderire meglio. Quando estrai il latte al lavoro, se non hai modo di metterlo in frigorifero, porta con te una borsa termica in cui conservarlo fino al rientro a casa. Arrivata casa metti immediatamente il latte estratto in frigorifero ricordando che puoi conservarlo in frigo, nella parte bassa, fino a 5 giorni e nel freezer fino a 6 mesi.
    Quando poi ne hai necessità fallo scongelare lentamente, durante la notte e meglio se in frigorifero, considerando che, quando il latte viene congelato e poi scongelato, è normale che il grasso si separi, ma scuotendo delicatamente il poppatoio, esso si mescolerà nuovamente al resto dell'acqua. Per riscaldare il latte a temperatura ambiente puoi usare uno scalda-biberon oppure metterlo semplicemente a bagnomaria, mai nel forno a microonde o direttamente sul fuoco.


  • ... Se non puoi allattare al seno

    Se per qualunque motivo non puoi allattare al seno, esistono vari tipi di latte artificiale che assicureranno comunque un'ottima crescita al tuo bambino. La quantità di latte raccomandata in base all'età che si trova scritta sulle confezioni di latte in polvere, è spesso ben maggiore del necessario, poiché i calcoli degli esperti sono fatti per eccesso e comunque non tutti i bambini hanno bisogno della stessa quantità di latte. Di solito il bambino non finisce tutto il latte del biberon. Ricordatevi di non riutilizzare il latte artificiale e dopo ogni poppata, pulire bene il biberon, la ghiera e la tettarella.

    La preparazione del latte artificiale è un'operazione semplice ma richiede una certa attenzione, in particolare l'igiene. infatti, anche se le scatole e le confezioni sono sigillate, possono contenere dei batteri; per questo motivo è importante far bollire l'acqua, in modo che raggiunga una temperatura di almeno 70°C, temperatura sufficiente all'eliminazione di tali batteri.

    Ecco alcune semplici regole per preparare il latte artificiale:

    1. bollire l'acqua (del rubinetto o in bottiglia) in un bollitore o pentolino.
    2. versare l'acqua in un biberon pulito.
    3. controllare il volume dell'acqua.
    4. mettere misurini rasi di latte in polvere nella giusta proporzione (solitamente 1 ogni 30 ml d'acqua).
    5. chiudere con tettarella e ghiera ben puliti.
    6. agitare prima dell'uso.
    7. aspettare circa 30 minuti, non di più, affinché l'acqua si raffreddi.
    8. verificare la temperatura sulla pelle del polso o del dorso della mano.
    9. lavare e risciacquare accuratamente biberon e tettarella dopo la poppata.


  • Lo svezzamento

    Fino ai 6 mesi le esigenze solitamente sono soddisfatte dall'allattamento al seno.
    A questa età invece il vostro bambino incomincia ad interessarsi a cibi diversi.

    Quando iniziare?

    Per decidere quando iniziare a offrire al vostro bambino cibi diversi dal latte non fatevi comunque guidare solo dal criterio dell'età ma seguite anche il suo comportamento, verificando in particolare se accetta volentieri il cibo che gli viene offerto, invece di sputarlo fuori automaticamente e se cerca di prenderlo portandolo poi alla bocca.
    Tenete presente che non tutti i bambini sono pronti al cibo solido nello stesso momento: qualcuno può essere pronto prima, qualcun altro può non volere altro che latte fino a 8-10 mesi. Iniziate lo svezzamento gradualmente e al momento giusto, cioè quando il bambino è interessato, ricordando che gli alimenti solidi non sostituiscono completamente il latte materno, che dovrete comunque continuare a dargli.

    Ci sono tre segni chiari che tutti insieme indicano che vostro figlio è pronto a mangiare cibi solidi diversi dal latte, e sono:

    • riesce a stare seduto e a tenere la testa dritta.
    • riesce a coordinare occhi, mani e bocca, cioè può guardare il cibo, prenderlo e portarlo alla bocca da solo.
    • riesce ad ingoiare il cibo da solo.

    Inoltre, se:

    • mostra interesse per il cibo degli adulti.
    • vi fa capire a gesti quando ha fame e quando è sazio (apre la bocca verso il cucchiaio quando ha fame, chiude la bocca e gira la testa di lato quando è sazio).

    Il momento del pasto deve essere piacevole sia per la mamma che per il bambino e non solo è naturale ma fa parte del processo di apprendimento e di gradimento del cibo che un bambino voglia giocare con il cibo o toccarlo.
    Abbiate solo un po' di pazienza: mettete una tovaglia di plastica e coprite il pavimento con giornali vecchi o quant'altro in modo da pulire più facilmente dopo, ma lasciatelo giocare in pace.

    Eccovi alcuni piccoli consigli:

    • lodate il vostro bambino quando mangia bene.
    • non preoccupatevi se non gli piacciono alcuni cibi e provate a offrirglieli di nuovo dopo una settimana-dieci giorni, i bambini in genere preferiscono il cibo che già conoscono.
    • date il buon esempio, fate stare il vostro bambino a tavola con voi, così che vi veda mentre mangiate.
    • non preoccupatevi se non mangia per un giorno intero, l'appetito varia e quello che conta è la quantità di cibo che mangia nell'arco della settimana.

    Riguardo agli alimenti da introdurre mese per mese la scelta dei primi alimenti diversi dal latte da offrire a vostro figlio dipende dalle vostre abitudini culturali ed dall'accettazione del bambino. Fatevi consigliare dal vostro Pediatra! Eccovi comunque qualche suggerimento:

    • vegetali cotti e tritati come patate, carote, zucchine.
    • frutta come banana o pera o mela grattugiata.
    • crema di riso mescolata con il latte o con il brodo vegetale.

    E successivamente:

    • carboidrati diversi come mais, tapioca, grano, ecc.
    • Proteine (senza eccedere): carni bianche (agnello, pollo, maiale) rosse (manzo, vitello) pesce.

    E allora come cucinare?

    • Quando preparate gli alimenti per il vostro bambino è importante non aggiungere sale agli alimenti, sia perché essi hanno già un contenuto adeguato di sodio e perché tale aggiunta potrebbe essere associata ad un aumento della pressione arteriosa nella prima infanzia. Allo stesso modo, poiché sono spesso ad alto contenuto di sale, evita di utilizzare dadi da brodo o sugo di carne. Evitando di aggiungere il sale anche nei cibi che si cucinano per la famiglia, vi permetterà di condividere molti alimenti anche con lui.
    • Cercate di non utilizzare lo zucchero, perché, quando i primi denti cominceranno a spuntare, può essere causa di carie. Allo stesso modo evitate di utilizzare il miele, almeno fino a quando il bambino non raggiunge il primo anno di vita, sia perché potrebbe contenere, anche se molto raramente, la tossina botulinica responsabile di una malattia molto grave (botulismo infantile), sia perché, contenendo zuccheri può essere causa di carie. Quindi non lo spalmate sul ciuccio e non aggiungetelo ai liquidi che beve il bambino. Se volete addolcire il cibo utilizzate piuttosto il fruttosio oppure degli alimenti dolci come il purè di banana.
    • Non somministrategli la frutta a guscio (noci, noccioline, arachidi) prima del primo anno di vita.
    • I formaggi industriali o gli yogurt a ridotto contenuto di grassi, sono alimenti dietetici e non sono adatti ai bambini; è molto meglio offrirgli dello yogurt e dei formaggi freschi naturali, con il loro normale contenuto di grassi.
    • Controllate sempre L'ETICHETTA ALIMENTARE dei cibi che comprate per il vostro bambino, evitando quelli che contengono conservanti e additivi (coloranti, edulcoranti, ecc.).

  • Una dieta sana

    Con il contributo delle dott.sse Laura Chiesi e Maria Luisa Guidotti, Unità nutrizionale, AOU Meyer, Firenze.


    Un’alimentazione corretta, varia ed equilibrata è essenziale per la crescita e per il benessere fisico e mentale. Dal punto di vista nutrizionale nessun alimento, se preso singolarmente, è in grado di soddisfare tutte le esigenze del nostro organismo. Questo vale per gli adulti e a maggior ragione per i bambini, che hanno bisogno di mangiare una giusta varietà e quantità di cibo.
    Seguire comportamenti alimentari corretti da bambini aiuta a mantenere buone abitudini alimentari anche in età adulta.


    Possiamo dividere i cibi in 5 gruppi fondamentali:

    • latte e derivati
    • pane, cereali e patate
    • carne, pesce, uova e legumi
    • frutta e verdura
    • condimenti e dolci


    Latte e derivati


    Il latte intero ed i derivati sono:

    • ricchi in calcio, minerale utile per formare e rafforzare i denti e le ossa
    • una fonte di vitamina A, che è molto importante per la risposta del sistema immunitario ed ha un'azione protettiva nei confronti della pelle e delle mucose.

    Dopo il primo anno di vita i bambini hanno meno bisogno di latte; se state allattando, continuate con il vostro latte; se invece usate il latte di formula potete sostituirlo con quello vaccino..
    Ricordatevi che fino ai due anni di vita è importante dare al vostro bambino il latte intero perché contiene una quantità di grassi e vitamine adeguata alla sua crescita.
    A partire dai due anni potete introdurre gradualmente il latte parzialmente scremato.


    Pane, cereali e patate


    Sono alimenti ricchi di carboidrati (detti anche glucidi o zuccheri) tra cui anche l’amido. Gli alimenti ricchi di amido (pasta, pane, polenta, patate, riso, mais, semolino, farro, grano saraceno, castagne, segale, ecc.) forniscono energia pronta all’uso, utile per svolgere le attività quotidiane come pensare, camminare e correre.
    Fate assaggiare al bambino questi cibi variandoli spesso e proponendoli anche nello spuntino pomeridiano.
    Potete alternare le fonti di carboidrati con alimenti integrali (ad es. pasta o pane integrale), ricchi in fibre e con un più alto potere saziante. Ricordatevi che è una buona abitudine avere una fonte di carboidrato (pasta o pane) ad ogni pasto.


    Carne, pesce, uova e legumi


    Sono alimenti ricchi di proteine, e i bambini hanno bisogno delle proteine e del ferro per la crescita e per lo sviluppo.
    Esse si trovano in abbondante quantità in alcuni alimenti come la carne, il pesce (di lago o di mare, fresco o surgelato), legumi, uova, ma anche nel latte, nei formaggi e derivati e salumi.
    La carne ed il pesce sono un’ottima fonte di proteine e contengono anche lo zinco, che ha un ruolo importante nel processo di guarigione delle ferite ed in altre funzioni del nostro organismo.
    Anche i legumi (fagioli, soia, lenticchie, ceci, piselli, fave, lupini, ecc.) sono una buona fonte di proteine soprattutto quando se associati ai cereali (e infatti nella tradizione si trovano molte ricette, come pasta e fagioli, riso e piselli, piselli in umido con il pane, ecc.) e contengono anche un buon quantitativo di fibra.


    Frutta e verdura


    La frutta e la verdura sono ricche di acqua, fibre, vitamine (acido folico, vitamine A, C e K) e sali minerali (calcio, magnesio, ferro, e potassio).
    Le vitamine sono importanti nella regolazione delle diverse funzioni metaboliche ed endocrine. I sali minerali sono importanti nella contrazione muscolare e in molte funzioni fisiologiche del sistema nervoso centrale, partecipano attivamente al trasporto dell’ossigeno e costituiscono una parte fondamentale degli enzimi.
    Le fibre mantengono attivo l’intestino regolarizzandone la funzionalità.


    Le verdure non dovrebbero mai mancare nella dieta di un bambino ma spesso è una fatica… Provate a giocare con i colori e a preparare in tavola un bel mix di verdure: il verde dei broccoli, il giallo dei peperoni, l’arancione delle carote, il rosso dei pomodori.


    Anche la frutta ha i suoi colori: il blu dell’uva nera, il rosso delle fragole e delle ciliegie, il bianco delle mele e delle pere, il giallo dell’uva, delle pesche e delle albicocche.


    Ricordatevi inoltre che il primo esempio per il vostro bambino siete proprio voi genitori: se mostrate di apprezzare la frutta e la verdura, è più probabile che anche il bambino faccia altrettanto.


    Ogni frutto e ogni verdura contiene la sua vitamina: ad esempio la carota e l’albicocca sono una fonte di vitamina A, il pomodoro e l’arancia contengono la vitamina C.
    Non vi preoccupate troppo se il vostro bambino mangia solo uno o due tipi di frutta e verdura: con la crescita cambierà i suoi gusti e assaggerà nuovi cibi.


    Seguite qualche consiglio per rendere più appetibili la verdura e la frutta:

    • Aggiungete le sue verdure preferite sopra la pizza
    • Tagliate qualche carota e pelate una mela. La merenda è pronta!
    • Tritate qualche verdura e mischiatele al riso già cotto o alle patate bollite
    • Tagliate la frutta fresca e aggiungeteci un po’ di yogurt. Ecco pronto un magnifico dessert!


    Condimenti e dolci


    I grassi sono una fonte concentrata di energia per i bambini, soprattutto per quelli al di sotto dei due anni.
    A partire dai due anni di vita potete ridurre gradualmente i cibi contenenti i grassi o scegliere quelli con un contenuto inferiore.
    Esistono due categorie di grassi, con diverse proprietà, quelli “cattivi” ricchi soprattutto di grassi saturi (come il burro e la margarina), e quelli “buoni” contenenti grassi insaturi, come l’olio extravergine di oliva.
    In genere, nei prodotti industriali si nascondono parecchi tipi di grassi “cattivi”, come anche nei “prodotti da forno” (grissini, crackers, biscotti e torte di produzione industriale), in molti dei cibi fast food, nelle patatine fritte, nelle patatine in busta e nelle salse industriali (ad esempio la maionese). Non è detto che tutti questi cibi contengano i grassi saturi, ma bisogna stare attenti.
    A qualsiasi età è consigliabile limitare il consumo di burro, margarina, lardo, salsiccia, salame, mortadella, pancetta, wurstel. Anche i dolci devono essere assunti con moderazione, preferendo quelli più semplici (ad esempio crostate di frutta, gelati artigianali, torte tipo margherita) ed evitando quelli troppo grassi.
    I grassi “buoni” si trovano nell’olio extravergine di oliva che infatti è ricco di acidi grassi essenziali e di vitamine liposolubili (A, D, E, K). Inoltre alcuni grassi, contenuti soprattutto nel pesce (omega 3), svolgono un importante ruolo antinfiammatorio e antitrombotico.


    Fate attenzione alla quantità di grassi che mangiate in famiglia e seguite questi semplici consigli per cercare di ridurli:

    • scegliete di cuocere il cibo al forno o alla griglia, piuttosto che friggerlo;
    • cercate di comprare dei tagli di carne magra;
    • quando mangiate il pollo, evitate di mangiare anche la pelle, perché essa è la parte più grassa;
    • scegliete di ridurre un po’ la frequenza con cui mangiate la carne e bilanciatela con dei legumi (piselli, fagioli, lenticchie);
    • se potete, usate poco olio per cuocere gli alimenti e preferite l’olio di oliva, che è ricco di omega 3 e vitamine;
    • se potete, cucinate voi i cibi e le torte piuttosto che comprarli già fatti;
    • date ai bambini con più di due anni il latte parzialmente scremato e scegliete prodotti a basso contenuto di grassi.


    Limitare lo zucchero…


    Lo zucchero è una fonte di energia vuota che apporta solo calorie senza alcun nutriente. Inoltre costituisce un terreno nutritivo per i batteri, che intaccano lo smalto dei denti provocando spesso la carie.
    Limitare l’assunzione di zucchero significa ridurre ad esempio la marmellata, i biscotti, i dolci, le caramelle, le bevande zuccherate e i succhi di frutta.


    Ecco alcuni importanti suggerimenti:

    • Cercate di dare al vostro bambino pochi cibi dolci e poche bevande zuccherate. È preferibile in ogni caso che le assuma durante il pasto, perché ciò riduce il rischio di carie;
    • Cercate di limitare il consumo di caramelle, di cioccolatini;
    • Evitate di aggiungere lo zucchero agli alimenti già naturalmente dolcificati (latte, succhi o spremute, macedonia ecc.);
    • Evitate di dare al bambino bevande “light” cioè zuccherate con edulcoranti artificiali, perché ciò può creare una dipendenza a ciò che ha un gusto dolce;
    • Evitate di dare un dolcetto al vostro bambino come “premio”;
    • Leggete sempre le etichette degli alimenti, facendo attenzione alla quantità di zuccheri presenti: destrosio, maltosio, glucosio, saccarosio, miele e succo di frutta concentrato sono diversi tipi di zuccheri! Ricordate che nelle etichette dei cibi, i vari componenti sono elencati in ordine decrescente.


    Un po’ di sale…


    Tutti gli alimenti apportano naturalmente il sale nell’organismo; quindi, l’aggiunta di sale è assolutamente superflua.
    Evitando di aggiungere il sale alle pietanze, permetterete al bimbo di crescere senza alcuna dipendenza dai cibi salati e di imparare a riconoscere i diversi sapori. Provate a farlo anche voi adulti e tutta la famiglia avrà dei sicuri benefici!


    Le diete vegetariane


    La dieta vegetariana prevede la completa esclusione dall’alimentazione di carne e pesce. Comprende principalmente tre tipi di modelli di diete che si differenziano in base al grado di esclusione dei cibi di origine animale: la dieta latto-ovo-vegetariana (ammette le uova, il latte e i suoi derivati), la dieta latto-vegetariana (ammette il latte e i suoi derivati) e la dieta vegana o vegetaliana (esclude tutti gli alimenti di origine animale).
    Una dieta priva di carne nei primi anni di vita può causare danni ai bambini?
    Una dieta contenente proteine di origine animale facilita una crescita corporea adeguata; inoltre, gli alimenti di origine animale assicurano un corretto apporto di sostanze, quali minerali e alcune vitamine che sono indispensabili perché non si manifestino delle carenze alimentari.
    Tutti i bimbi vegetariani e vegani hanno bisogno di almeno 2-3 porzioni al giorno di proteine vegetali o noccioline affinchè il loro fabbisogno giornaliero di proteine e ferro sia soddisfacente.


    Fate attenzione alle noccioline: tritatele finemente e non datele mai al bambino intere, perché altrimenti potrebbero essere pericolose per il bambino (sono facili da inalare!).


    Man mano che il vostro bambino cresce può esserci il rischio che la sua dieta sia troppo ricca di fibre e povera in energia e ferro.


    Dove si trova il ferro?


    Il ferro è molto importante per la salute del vostro bambino e la sua mancanza può portare all’anemia, che causa un ritardo della crescita e dello sviluppo.
    Il ferro si trova principalmente nella carne e nel pesce, dove è assorbito dall’organismo assai facilmente, oppure nei vegetali, dove il suo assorbimento è più difficile.


    Se il vostro bambino non mangia né carne né pesce ecco una lista di alimenti ricchi di ferro:

    • i cereali fortificati (cioè con ferro aggiunto)
    • le verdure dal colore verde scuro
    • i fagioli, le lenticchie
    • la frutta secca (albicocche, prugne, fichi)

    Durante il pasto, date al bambino dei cibi o delle bevande ricchi di vitamina C (ad es. gli agrumi), perché essa favorisce l’assorbimento del ferro da cibi di origine vegetale; al contrario evitate di dargli il caffè ed il tè perchè ne riducono l’assorbimento.



  • A tavola a 12 mesi

    Ecco alcune regole a tavola:

    • Innanzitutto la maggior parte dei bambini è perfettamente in grado di regolare la quantità di alimenti da introdurre basandosi sul senso di sazietà. È quindi importante non insistere e non cercare di convincerlo a prendere più cibo di quanto ne voglia. È sufficiente offrirgli una ragionevole varietà di cibi e controllare periodicamente l'aumento del peso e della statura.
    • È opportuno non consentire al bambino di mangiucchiare (tranne le merende da effettuare possibilmente sempre alle stesse ore del giorno) fra un pasto e l'altro.
    • Il momento della pappa deve essere piacevole: lasciategli una certa libertà di comportamento e non siate troppo opprimenti e concentrandovi eccessivamente su quello fa o non fa.
    • Evitate di mettergli nel piatto il cibo tutto insieme. Per stimolare la sua attenzione e il suo interesse su quello che deve mangiare, senza distrarsi su più possibilità di scelta è molto meglio offrirgli un tipo di cibo separato da un altro, un po' alla volta e con calma.
    • È importante che stia seduto a tavola durante i pasti e che non "scorrazzi" di qua e là per la casa (questo comportamento può favorire l'abitudine di mangiare fuori pasto). Potete far partecipare il vostro bambino alla preparazione della tavola, coinvolgendolo soprattutto per quanto riguarda i suoi oggetti d'uso: il suo piatto, il suo bicchiere, il suo cucchiaio e così via.
    • Cercate di non modificare l'ordine di somministrazione dei cibi perché questo potrebbe ad esempio rendere difficile la digestione. Iniziate con il primo e proseguite con il secondo e la frutta.

    Che cosa fare e non fare per far mangiare i bambini:

    è giusto ...


    • Favorire al massimo il desiderio e le capacità del bambino di mangiare da solo e di "fare come i grandi". Dare il buon esempio!
    • Fargli fare 4-5 pasti al giorno (3 pasti principali e 1-2 merende). Non dare da mangiare durante la notte.
    • Fargli iniziare la giornata con una buona colazione in un'atmosfera serena e tranquilla.
    • Variare spesso i cibi nei tipi, nelle forme, nei colori e nella consistenza.
    • Alternare carne, pesce, uova, latticini e leguminose nel menu settimanale.
    • Farlo bere molto.

    è sbagliato ...


    • Distrarre il bambino per "farlo mangiare".
    • Commentare con giudizi, positivi o negativi, il fatto che il bambino mangi o meno.
    • Proporgli sempre le stesse pietanze.
    • Offrirgli bevande dolci (bibite gassate, sciroppi, bibite alla frutta zuccherate).
    • Dargli cibi molto dolci come merendine confezionate.
    • Fargli consumare abitualmente alimenti con troppi grassi come hamburger, cibi fritti, carne impanata e patatine fritte, salumi, formaggini fusi, maionese, cioccolata, pasticcini, biscotti.
    • Dargli cibi molto salati.
    • Dargli cibi raffinati invece che integrali.
    • Fargli saltare colazioni e merende.
    • Obbligarlo a mangiare quando non hanno fame o si sentono sazi.
    • Fargli consumare i pasti abitualmente davanti alla televisione o ad altri schermi.
    • Dargli cibi pericolosi come ad esempio noci, noccioline, nocciole, pistacchi, bruscolini, semi di girasole, popcorn, caramelle dure o gelatine, acini d'uva e pomodori ciliegino interi (vanno tagliati in quattro)

  • Bambini difficili verso i nuovi cibi!

    Quando i bambini iniziano a mangiare le prime pappe cominciano ad esplorare con entusiasmo tutti i sapori e ad assaggiare con gioia tutto ciò che è commestibile. In seguito però, a partire dal secondo-terzo anno di vita, gli sentirete dire: «Non mi piace!»; molti bambini iniziano a restringere le loro scelte alimentari, preferendo il consumo ripetuto di pochi cibi e rifiutando l’assaggio di cibi nuovi o di alimenti che prima mangiavano con piacere. è un comportamento assolutamente naturale, definito dai ricercatori “neofobia ai cibi”.

    Cosa potete fare?

    • continuate a offrire al bambino un cibo nuovo anche se lo rifiuta: è stato dimostrato che anche dopo 10-20 offerte ripetute, inizierà ad assaggiare quel cibo;
    • date voi il buon esempio: a ogni pasto mangiate con piacere ed entusiasmo frutta e verdura. I bambini imparano spesso imitando i comportamenti degli altri. Possono essere d’aiuto anche la mensa dell’asilo e perfino gli eroi della TV…
    • se a tavola il bambino si rifiuta di mangiare un cibo, è inutile e anzi controproducente obbligarlo dicendo: «mangia, ti fa bene!». Provate a immaginare se qualcuno vi parlasse in questo modo…Piuttosto potete dire: “Ha un buon sapore, mi ha fatto piacere assaggiarlo. Che sapore ha, secondo te?”;
    • ricordatevi che il latte materno acquista il sapore dei cibi che la mamma mangia durante la giornata. Non ci sono cibi da evitare perché danno un cattivo sapore al latte: è vero il contrario!
      Il bambino infatti preferisce che il sapore del latte della mamma vari di continuo: più sapori durante l’allattamento favoriscono uno svezzamento ricco di nuovi cibi.


  • Mangiamo frutta e verdura!

    La frutta e la verdura sono fondamentali per una sana alimentazione.
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità e molte società scientifiche affermano che il consumo giornaliero di almeno cinque porzioni di frutta e verdura riduce il rischio di malattie come il cancro, l’infarto, il diabete e le malattie cardiovascolari. Questi consigli alimentari sono validi sia per gli adulti che per i bambini.
    Una dieta varia e ricca di frutta e verdura favorisce la salute.


    Perché scegliere la frutta e la verdura di stagione?


    La frutta e la verdura di stagione convengono due volte: sono più buone e costano di meno.
    Sono più buone perchè sono state raccolte alla fine del ciclo di maturazione, cioè al momento giusto, e quindi hanno qualità organolettiche (colore, consistenza, aspetto, profumo e sapore) e nutrizionali migliori.
    Costano meno perché se ne trovano in abbondanza. Inoltre, acquistando prodotti locali (cosiddetti a chilometro zero), si promuove il patrimonio agroalimentare regionale abbattendo i prezzi e l’inquinamento ambientale, dovuti al trasporto.

    Le due tabelle qui sotto indicano, mese per mese, quale frutta e quali verdure sono di stagione.


     

     

     


  • I succhi di frutta e le bevande zuccherate

    Negli ultimi anni il consumo di bibite, succhi di frutta, bevande energetiche, e tisane zuccherate è molto aumentato tanto che spesso, anche nel primo anno di vita, vengono offerte ai bambini in sostituzione dell’acqua.
    Dare al vostro bambino un succo di frutta, al posto di un frutto fresco, è sicuramente pratico e comodo, ma può essere dannoso per i denti e favorisce la carie.


    Il succo di frutta inoltre non è la stessa cosa di un frutto da mordere e mangiare. Ecco perché:

    • i succhi e le bevande a base di frutta sono pastorizzati e quindi non hanno le sostanze nutritive e le vitamine della frutta fresca;
    • la frutta fresca è ricca di fibre, che al contrario i succhi non hanno;
    • “bere il frutto”, per praticità o per velocità, non fa bene perché si consumano rapidamente tante calorie e si mangia meno frutta fresca.

    Eccovi alcune regole per l’utilizzo dei succhi di frutta e delle bevande zuccherate:
    • nei primi 6 mesi di vita il latte materno da solo è l’alimento migliore;
    • i succhi di frutta non devono essere introdotti nella dieta prima dei 6 mesi perché non offrono alcun beneficio nutritivo;
    • i succhi di frutta non offrono benefici nutritivi nemmeno in bambini oltre i 6 mesi, quando si comincia l’introduzione di altri alimenti oltre al latte. Essi non sono un sostituto della frutta!
    • evitate di dare al bambino succhi o bevande zuccherate prima di andare a letto. Infatti è alto il rischio di favorire la carie dentale;
    • se proprio volete dare al vostro bambino una bevanda diversa dall’acqua, non bisogna superare i 120 ml (meno di 1 bicchiere) al giorno per bambini da 1 a 6 anni e i 220 ml (1 bicchiere circa) al giorno per soggetti da 7 a 18 anni;
    • incoraggiate il bambino a mangiare la frutta intera di stagione, a masticare e a variare il consumo di frutta e verdura;

    Se avete dei dubbi sull’alimentazione del vostro bambino chiedete senza esitare al vostro Pediatra!